21 maggio 2012
Lo scorso 7 maggio i ministri della difesa di Brasile e Turchia si sono impegnati per aumentare la cooperazione militare tra i due Paesi e sviluppare nuovi accordi per lo scambio di tecnologie sensibili. L’accordo si è fonda sull’aumento degli scambi commerciali tra le due neo potenze economiche, nella consapevolezza che maggiori legami possano sostenere lo sviluppo di entrambi.
Celso Amorim, ministro della difesa brasiliano, e Ismet Yilmaz, sua controparte turca, hanno firmato una lettera di intenti durante un meeting a San Paolo. Yilmaz si trovava in Brasile per una visita esplorativa della durata di una settimana, durante la quale il ministro turco ha dimostrato particolare interesse per il settore aerospaziale brasiliano, le tecnologie cibernetiche e i velivoli senza pilota. Settori in cui la Turchia sta cercando di inserirsi con lo sviluppo di tecnologie indigene, sia in partnership con aziende europee sia in autonomia.
TR Defence riferisce che tra i principali progetti di cooperazione aeronautica vi è la possibile creazione di una compagnia aerea regionale. Secondo il giornale, la compagnia dovrebbe essere sviluppata attraverso una joint venture tra Embraer (NYSE:ERJ), leader nel settore aeronautico latinoamericano, e TAI, colosso dell’aerospazio di Ankara. La creazione di una compagnia aerea regionale permetterebbe alle aziende aerospaziali dei due Paesi di sviluppare una cooperazione preliminare nel comparto civile, una sorta di passo esplorativo prima di impegnarsi in progetti militari.
Le notizie positive per la Turchia non si limitano alla sola cooperazione con il Brasile. E’ stato lo stesso ambasciatore statunitense ad Ankara a confermare che la Turchia produrrà elicotteri americani destinati a mercati terzi nella regione. Frank Ricciardone, durante una riunione del Consiglio Turco-Americano dello scorso 4 maggio, ha annunciato che 600 elicotteri modello UH-60 della Sikorsky saranno prodotti in Turchia, molto probabilmente in partnership con la Turkish Aerospace Industries e con la Alp Avacilik.
Ankara aveva selezionato la Sikorsky nell’aprile del 2011 per un contratto di produzione e fornitura del futuro elicottero ‘utility’ per le forze armate turche in sostituzione dei vecchi UH-1 Huey. Originariamente l’accordo prevedeva la costruzione in Turchia di 109 velivoli, ovvero il totale ordinato dal Ministero della Difesa di Ankara, per un valore di 3,5 miliardi di dollari. Sikorsky era in gara contro l’italiana Augusta Westland, partecipata Finmeccanica, che aveva offerto il suo TUHP-109, versione turca dell’A-149. Sikorsky partecipava con il T-70, versione turca dell’S-70 international, a sua volta derivato del famosissimo UH-60 Black Hawk in forza agli eserciti di decine di Paesi.
E’ probabile che a incidere sulla scelta turca sia stata la maggiore affidabilità del Black Hawk, la cui cellula è già in commercio da più di un ventennio, rispetto alla totale novità dell’elicottero dell’Augusta. Inoltre il T-70 (S-70) permette all’esercito turco una maggiore interoperabilità con le forze statunitensi. Non è da escludere, comunque, che la Sikorsky abbia fatto pesare sul tavolo della trattativa un maggiore coinvolgimento dell’industria turca nell’assemblaggio dei velivoli, poi sfociata nell’accordo per la produzione dei 600 elicotteri.
Nel 2011 Vecdi Gonul, ministro della Difesa turco, aveva commentato l’accordo con Sikorsky confermando che parti importanti degli elicotteri, come la struttura, l’avionica, il motore ed il software sarebbero stati prodotti dagli impianti in Turchia.
Anche se Ricciardone non ha specificato i nomi dei compratori dei 491 elicotteri che le imprese turche produrranno per Sikorsky, è intuibile che si tratti di Paesi della regione, con l’esclusione di Israele. La Turchia si candida a diventare uno dei principali centri di produzione di elicotteri nel Medio Oriente, status dal quale potrebbe ottenere notevoli benefici economici. La partnership con Sikorsky creerà un numero consistente di posti di lavoro qualificati e permetterà alle imprese turche di fare il salto tecnologico necessario a sostenere un’economia avanzata nel settore aeronautico.
Che la Turchia sia una terra di opportunità economiche non lo hanno capito solo le aziende statunitensi. Nonostante la sconfitta subita sugli elicotteri utility, Augusta Westland ha ottenuto un consistente contratto per la vendita di elicotteri da attacco all’esercito turco. L’azienda italiana ha siglato un contratto per la produzione di 59 T-129 – versione turca dell’A-129 Mangusta. L’elicottero viene co-prodotto da Augusta e da aziende turche. Ankara, inoltre, sta sponsorizzando il T-129 nella regione, sperando di ottenere sostanziosi contratti con i Paesi arabi del Golfo, desiderosi di dotarsi di elicotteri da attacco avanzati, ma che non possono permettersi l’AH-64 Apache statunitense.
Ankara sta sostenendo Augusta anche nel tentativo di vendere il T-129 alla Corea del Sud. Una partnership che potrebbe rivelarsi molto proficua, dunque, a riprova che la Turchia può essere molto più di un alleato.
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