Agusta Westland


30 aprile 2012

Dopo alcuni giorni di bufera sulla figura di Giuseppe Orsi, amministratore delegato di Finmeccanica, il governo italiano esprime il proprio appoggio al CEO dell’azienda. A sbilanciarsi è stato il ministro dello Sviluppo Economico , che ha confermato l’appoggio del governo, maggiore azionista di Finmeccanica, all’attuale amministratore delegato.

Tuttavia la posizione di Orsi sembra essere ancora alquanto complicata. L’amministratore delegato di Finmeccanica è finito nell’occhio del ciclone delle polemiche a seguito del suo coinvolgimento in un ramo dell’inchiesta sui finanziamenti alla Lega Nord. Secondo i magistrati di Napoli, che seguono il filone d’inchiesta sui finanziamenti esterni al partito del carroccio, Orsi avrebbe pagato una cospicua tangente alla Lega per avere l’appoggio necessario alla nomina di amministratore delegato di Finmeccanica. A lanciare le accuse è stato Lorenzo Borgogni, ex manager delle relazioni esterne del gruppo, costretto a dimettersi dalla carica perché coinvolto nello scandalo sviluppatosi intorno alla figura di Guarguaglini, ex CEO di Finmeccanica.

Secondo le dichiarazioni di Borgogni fatte ai magistrati e al quotidiano La Stampa, Giuseppe Orsi, quando era amministratore delegato di , avrebbe pagato la somma di 51 milioni di euro a Guido Hashke, consulente di nazionalità svizzera, in relazione alla vendita di 12 elicotteri AW101 all’India. Hashke avrebbe poi girato dieci milioni alla Lega Nord di Umberto Bossi, una tangente che sarebbe servita, sempre secondo i Borgognini, per ottenere l’appoggio del Carroccio (allora nella compagine di governo) alla nomina di Orsi alla più alta carica di Finmeccanica.

Il sistema delle consulenze “truccate” nel settore della difesa viene spesso utilizzato per aggiudicarsi commesse importanti, soprattutto in Paesi in cui la corruzione è endemica. Solitamente, le aziende pagano consulenze a mediatori, che poi utilizzano parte della somma per elargire tangenti a figure chiave nella filiera decisionale del governo a cui si vuole vendere il prodotto.

Nel caso di Finmeccanica, invece, parte dei fondi dell’azienda sarebbero stati dirottati per ottenere l’appoggio del proprio governo in un gioco di potere tutto interno all’azienda. Se le accuse si rivelassero vere, indicherebbero ancora una volta il gravissimo livello di corruzione che gravita intorno alla politica in Italia.

La vicenda mette in pericolo la ristrutturazione di Finmeccanica fortemente voluta da Orsi ed appoggiata dallo stesso primo ministro Monti. Lo scandalo scoppia in un momento critico: Finmeccanica deve vendere alcune delle sue partecipazioni per rientrare del pesante debito creato dalla precedente gestione. Tra gli asset vendibili vi sono Ansaldo Breda, Ansaldo Energia ed Ansaldo STS.

La possibile vendita di queste partecipazioni, tuttavia, ha creato malumori sia tra i sindacati sia in alcuni settori del governo e della maggioranza politica che appoggia Monti. Lo stesso ministro Passera ha più volte espresso la sua preoccupazione relativamente alla vendita delle partecipazioni in Ansaldo, anche considerato il fatto che le tre aziende operano in settori strategici come l’energia e i trasporti.

L’inchiesta, dunque, è scoppiata proprio nel momento più difficile per Orsi. Nei prossimi mesi l’amministratore delegato di Finmeccanica dovrà prendere decisioni chiave per il futuro dell’azienda e necessiterà del pieno appoggio del governo. L’inchiesta potrebbe invece essere la scusa da parte di alcuni per negargli il sostegno necessario. A rischio, però, non sarebbe solo la carica di Orsi, ma la struttura stessa di Finmeccanica, che non può più rimandare una ristrutturazione ormai fondamentale per evitare ulteriori perdite.




COMMENTI
Matteo da Roma

Tutti dovremmo sostenere Orsi e Finmeccanica, il primo per il coraggio delle scelte strategiche che sta portando avanti, la seconda perchè è uno dei pochi ultimi gruppi industriali di questo splendido Paese, che dà lavoro a migliaia di persone! Qualsiasi illecito va provato prima di azionare la macchina del fango, sappiamo bene poi quanto è difficile tornare indietro… gli attacchi gratuiti altro non fanno che regalare ai competitor esteri pezzi della nostra storia e della nostra eccellenza tecnologica. Matteo da Roma