Piñera Kirchner

Nel giorno di San Valentino David Cameron non si è limitato a chiamare sua moglie Samantha. Al contrario, la telefonata più lunga l’ha destinata al Presidente cileno Sebastian Piñera. Nonostante la ricorrenza del giorno degli innamorati, i temi in discussione non sono stati affatto sentimentali, con la crisi delle isole Falkland/ come argomento principe della conversazione.

Il fulcro del colloquio, secondo il quotidiano cileno La Tercera, è stata la posizione del Paese latino nella disputa, inizialmente al fianco della risoluzione Mercosur di appoggio alla richiesta di blocco commerciale verso le navi battenti bandiera delle isole contestate. Secondo indiscrezioni riportate dalla Tercera, Cameron si sarebbe prodigato con Piñera, cercando un argomento valido per ammorbidire la posizione cilena riguardo al bloqueo. Inoltre, durante la telefonata è stato confermato che Cameron sarà in nel mese di gennaio 2013 per una visita di Stato.

Lo stesso giorno, l’Argentina si stava impegnando formalmente ad accettare la mediazione del Presidente dell’Assemblea ONU – Nassir Abdulaziz Al-Nasser – dopo il viaggio del Ministro degli Esteri Timerman al Palazzo di Vetro di New York per esporre le ragioni del Paese albiceleste.

Tentando la via dell’internazionalizzazione della disputa e cercando di trascinare la gran Bretagna in ogni foro multilaterale competente a giudicare, Buenos Aires sa di poter ottenere molto di più rispetto a quello che conseguirebbe a trattare bilateralmente con la perfida Albione. Dal canto suo, Londra risponde che senza il consenso dei 3100 isolani, in grande maggioranza discendenti dei coloni britannici che arrivarono qui 170 anni orsono, non è disposta a negoziare con nessuno. Da qui la mossa di trattare col Cile.

Cameron sa che aprendo una breccia nel fronte latinoamericano può riuscire a scardinare la strategia di Cristina Kirchner ed isolare nuovamente l’Argentina. Per questo, la risposta di Buenos Aires non si è fatta attendere per più di 24 ore. È stata direttamente la Presidenta ad interessarsi della questione, confermando una visita ufficiale in Cile per il prossimo 15 e 16 marzo. Visita programmata da tempo è vero, ma che prima della fatidica chiamata era stata rimandata per ben due volte.

Intanto in Argentina non è stata accolta con favore la decisione britannica – presa oggi – di inviare il Ministro della Scienza e Tecnologia David Willetts nelle isole per riunirsi con il governatore locale Nigel Haywood, ufficialmente per parlare di temi legati all’istruzione. Il programma della visita di Willetts prevede poi la partenza per l’Antartide, dove verificherà il lavoro degli scienziati di Sua Maestà nel continente. Guarda caso, una delle paure recondite di Buenos Aires sta nel fatto che se le Falkland/Malvinas resteranno ancora in mano britannica, Londra in futuro potrà dare ulteriore sostanza alla richiesta di sovranità dell’Antartide già avanzata ad inizio del secolo scorso ed al momento congelata dal Trattato Antartico.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato la decisione britannica di inviare a fine marzo i membri della commissione difesa della Camera dei Comuni ad ispezionare le strutture e gli uomini di stanza nelle Falkland.

Per tutta risposta, il sindacato dei lavoratori argentini del settore dei trasporti ha ufficialmente proposto di espandere il blocco commerciale a tutti i vascelli battenti bandiere del Commonwealth britannico. Contemporaneamente a Buenos Aires – sull’onda del sentimento nazionalistico recentemente rispolverato – i veterani della guerra delle Malvinas chiedono a gran voce che venga loro corrisposto il Resarcimiento Moral y Económico per il conflitto dell’82 più volte annunciato –  ultimo della lista proprio Néstor Kirchner – e mai implementato. Negli ultimi due giorni sono state bloccate le vie principali del centro – avenida de Mayo e 9 de Julio – da ex-militari in presidio, che hanno causato disagi al traffico cittadino per 12 ore.

A rendere il tutto molto più pop sono arrivate le dichiarazioni dell’attore statunitense Sean Penn, in visita in Uruguay. “È necessario un dialogo diplomatico sulla questione. Penso che il Mondo di oggi non possa tollerare queste forme grottesche ed arcaiche dell’ideologia colonialista” ha dichiarato il popolare attore, attirandosi antipatie inglesi e favori argentini. Di certo un’uscita molto comoda da esternare durante un giro in America Latina.

Nonostante l’auspicio di Penn, la crisi delle Falkland/Malvinas non pare sul punto di raffreddarsi. Da qui ad un mese e mezzo ci saranno le celebrazioni inglesi sulle isole per il trentennale della vittoria e nel frattempo è probabile una crescita dell’attivismo argentino per attrarsi i favori della comunità internazionale e placare i bollori dei patrioti.

Si prevedono 45 giorni caldi nell’Atlantico meridionale.

 

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16 febbraio 2012