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18 settembre 2011

I migliori articoli della settimana

I commenti sulla stampa internazionale sono ormai a senso unico e si concentrano sulla crisi del debito europeo che sta mettendo in ginocchio la stessa stabilità dell’. Altro argomento in primo piano è la posizione di Israele rispetto alla Primavera Araba e di fronte all’imminente votazione alle Nazioni Unite sulla Palestina.

Fareed Zakaria ha riassunto sul Washington Post, con la sua solita eleganza, quanto succede in Europa. Sostiene che il problema principale ormai non è più la Grecia ma la stessa Italia. E per quanto riguarda gli “Eurobond” ? “On paper, it is an elegant solution. But it will never happen”.

Simon Tisdall, sul Guardian, parte dalle parole di Barroso per chiedersi se la crisi dell’eurozona dividerà l’Europa o se la spingerà a ritrovare un nuovo “federal moment”. “Perhaps only fully-fledged, no-holds-barred, community-led integration can rescue the European project. And perhaps, because national political realities suggest this is an impossible dream, Europe is destined to fail as a grand enterprise and reduce to something much more modest”.

Non potevano mancare le parole di un acuto osservatore (e speculatore), George Soros, che sul New York Review of Books chiede direttamente se l’Euro abbia un futuro. “To resolve a crisis in which the impossible becomes possible it is necessary to think about the unthinkable”. Sull’Economist, invece, si analizza se costi di più tenere in vita l’Euro o farlo crollare.

La crisi dell’Europa e l’ascesa della Cina sono percepibili anche nell’immaginario collettivo americano. Zsolt Nyiri del German Marshall Fund fa notare che, secondo alcuni sondaggi, gli americani delle nuove generazioni pensano ormai strategicamente rivolti verso est.

Sul Los Angeles Times, Reza Aslan spiega i motivi per cui gli Stati Uniti non dovrebbero opporsi al riconoscimento della Palestina partendo dal fallimento delle negoziazioni più recenti (e dal fallimento di Obama). Su Foreign Affairs è invece Robert M. Danin a spiegare i motivi del NO: “the move is an unnecessary gamble”.

Col regime di Gheddafi ormai giunto al capolinea, Larbi Sadiki, dal sito di Al Jazeera, parla del processo democratico, di nuova costituzione, dei partiti e dei “semi” della democrazia già presenti in Libia.

Sam Dryden, direttore del Agricultural Development Program della Fondazione Gates, spiega la difficile situazione della carestia nel Corno d’Africa e i possibili interventi.

Il Center for American Progress ha analizzato due decenni di aiuti allo sviluppo per la Somalia e la situazione attuale: “The disastrous famine in Somalia is the worst the world has seen in 20 years, and it again casts a harsh spotlight on the situation in that country”.

Socorro Ramirez, politologa e coordinatrice del Colombia-Venezuela group, affronta il tema del Venezuela senza Chavez partendo da una semplice considerazione: “Today, Chávez is the only one capable of controlling the government, the armed forces, the militias, the PSUV, and even the opposition”

Photo Credit: brizzlebornandbred / Flickr CC