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19 agosto 2011

Per approcciarsi a Zizek bisogna avere qualcosa che non va, perché in nessun altro modo ci si avvicinerebbe a qualcosa che è complicata nel suo apparire ed è ossessivamente corrosiva nel suo contenuto. Ma la complessità non è che una parte della difficoltà, perché nella mentalità del filosofo sloveno nulla si fa per caso.

La scelta di una scrittura esigente è dettata dalla necessità che il lettore capisca chi comanda e decida se vuole o meno mettersi in gioco. Questa è la prima sensazione che si ha leggendo Zizek; naturalmente a questo punto o lo si odia o lo si ama. Ma anche per chi dovesse odiarlo è importante capire che questa scelta non è un caso, è una precisa intenzione di un filosofo che è innanzitutto uno psicanalista lacaniano! E ciò che valeva per Lacan nelle parole di Foucalt vale allo stesso modo per Zizek: leggerlo significa “un lavoro da compiere su se stessi”.

Zizek non se ne starà in cattedra a raccontare come la dovete pensare. Presenterà dei fatti e delle teorie e per entrambi non si accontenterà di sostenerli con argomentazioni che partono dalla “popular culture” per finire ad American Psyco o ad Alien; farà di più! Ovvero corroderà con la lente della “sua” psicoanalisi anche le sue stesse affermazioni e si presenterà onestamente nella sua non coerente visione delle cose. E’ un passo non da poco per un filosofo marxista leninista e, soprattutto, lo è per chi è abituato a leggere i libri come se fossero dei manuali d’istruzione.

Se la sola idea che la Storia sia finita vi fa infuriare e se non ne potete più di leggere che dobbiamo rinunciare a qualsiasi possibilità di rivincita sociale e culturale, allora In Difesa delle Cause Perse è il libro adatto a voi. Per fare questo è necessario lasciare le acque sicure dell’Occidentalismo e partire alla ricerca di cosa è andato perduto con il crollo non solo del Comunismo di Stato ma di tutte le altre visioni della Storia o delle storie che la compongono. Perché, per esempio, c’è una sostanziale differenza tra lo sterminio nazista degli Ebrei e lo sterminio nei gulag Staliniani. Allora perché la narrazione liberal-democratica mette tutto sullo stesso piano? Che cosa nascondono le condanne del buonismo liberal?

Zizek in questo libro si occupa schizzofrenicamente di questo: di rileggere la Storia dimostrando che è solo una storia. Lo fa in difesa delle cause perse e dimostrando che questi fallimenti sono solamente una parte di una singola storia. Quindi tenendo a mente la massima di Beckett (“Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Fallisci ancora. Fallisci meglio.”) bisogna essere pronti a rimettere in discussione tutto. Forse le risposte non piaceranno ma, di certo, d’ora in avanti sarà impossibile non prenderle in considerazione.

 

Photo credit: Hendrik Speck flickr CC




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